domenica, 22 novembre 2009

Discrezione

Questa mattina ero impegnata nella lettura degli affreschi della Camera Picta del Castello di San Giorgio a Mantova, commissionati dai Gonzaga ad Andrea Mantegna. Cosa c'entra questo con la discrezione? Forse proprio nulla, è vero. Fatto sta che per vedere i Gonzaga ritratti in una scena quotidiana (senza rinunciare al taglio celebrativo, finalità principale della Camera), Mantegna deve aprire una cortina sul loggiato. Oltre questa cortina c'è Ludovico con tutta la famiglia e la sua corte. Non solo: sulla volta l'artista apre un oculo da cui dei putti si affacciano come a spiare la scena dall'alto.
E' possibile che Mantegna stesse spiando i Gonzaga nel momento in cui Ludovico incontra per la prima volta il figlio Francesco diventato cardinale? Certamente no. La commissione parla chiaro: la Camera Picta era un piccolo vano con funzioni rappresentative, nel quale i Gonzaga ricevevano gli ospiti di prestigio e la celebrazione di un figlio cardinale su quelle pareti doveva servire proprio a questo.
Però è curioso l'espediente usato dal Mantegna per "sfondare" le pareti di una camera angusta. Sembra quasi una forma di reality ante litteram, tanto che, pur dovendo celebrare i Gonzaga, Mantegna non si piega all'idealizzazione dei personaggi, ma li ritrae esattamente come sono: nasi pronunciati, rughe, doppimenti, non sono sacrificati, anzi.
Ma ancora: tutto questo cosa c'entra con la discrezione?
La scorsa settimana ho appurato che il pettegolezzo, farsi gli affari altrui, l'intervento in questioni private spiattellate come fossero casi nazionali è diventato uno sport olimpico.
La cosa curiosa è che le persone si sentono in diritto di intervenire non solo su aspetti superficiali riguardanti gli altri, ma anche sulle scelte già fatte. Il reality ci ha messo del suo: sembra che tutto il mondo sia chiuso in un acquario e il suo doppio al di là del vetro (la cortina appunto) osserva e ne discute.
La cosa potrebbe sembrare solo teorica, ma se ci fate caso, almeno una volta nella vita è capitato a tutti di sentire la famosa domanda: ma perchè...?
Una domanda, la cui risposta più opportuna non ha mai trovato bocca, ma solo cervello: ma perchè non ti fai i cazzi tuoi? In questo caso la parola "cazzi" non è la cafonata d'occasione, ma diventa termine tecnico - scientifico. In pratica sentitevi legittimati ad usare la parola "cazzi" se decideste di rispondere sinceramente alla domanda, perchè essendo una domanda del cazzo, necessita di "cazzi" anche nelle risposte.
Ma torniamo alla Camera Picta ed ai putti che sbirciano dall'oculo sulla volta. E' un artificio ottico eccezionale, in pratica le figure spiano la scena dall'alto. C'è poco da fare. Si affacciano e guardano cosa succede nella Camera: il classico caso di "se i muri potessero parlare...", reso magnificamente in pittura.
La discrezione in quel caso non esiste proprio. Se la cortina si apre davanti a Ludovico e lui sa di essere osservato dallo spettatore, si assiste al paradosso dello spettatore che a sua volta è spiato dai putti. In pratica è come se ci fossero delle telecamere a riprendere le telecamere della casa del Grande Fratello, che a loro volta riprendono i dieci imbecilli dell'anno (ma questa è solo una mia opinione, non divaghiamo).
Curioso è infatti scoprire (con somma gioia, lo ammetto) che la stessa persona che è stata indiscreta con qualcun altro, si è lei stessa prestata (e non solo il fianco, ma culo, gambe e braccia, testa inclusa nel prezzo) al pettegolezzo come fosse qualcosa di normale. Della serie: un pettegolezzo val bene la mia testa sul vassoio di argento di qualche avvoltoio. E aggiungo che in qualche caso, se non avessi conosciuto bene il pettegolo in questione, avrei dubitato della sua intelligenza (salvo dubitarne ugualmente se la persona in questione sembra stia facendo questo senza un motivo preciso).
Trovo il pettegolezzo un'arte. Non lo condanno a priori come potrebbe sembrare in effetti, ma lo trovo un divertissement, che non deve nuocere e non deve mettere in imbarazzo. Prima regola: divertirsi e poi pensare ad altro. Restare ancorati allo stesso pettegolezzo per mesi significa non avere nulla da dire, nulla da scoprire, o peggio, nessuno scopo nella vita. Aggrapparsi agli avvenimenti della quotidianità altrui, significa non trovare un senso nel piattume della propria, che è quanto di più lontano possa esserci dall'esigenza di creare un'illusione ottica per allargare una stanza (per il Mantegna).
In pratica, se non dovete affrescare una stanza piccola, è inutile che vi affanniate a sollevare cortine o ad affacciarvi dall'alto: un consiglio non richiesto non insiste. Tace.

Discrezione
L'oculo della Camera Picta a Mantova (fonte google).
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categorie: pensieridellaspecie
mercoledì, 09 settembre 2009

Videocracy. Mediocracy. Idiocracy.

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Ieri sera sono andata al cinema a vedere Videocracy.
Per chi non l'avesse visto anticipo qualcosa: tre facce di culo che, ognuna a suo modo, contribuisce a drogare le già devastate menti della popolazione italiana che si presta. Alla fine muoiono tutti. Forse.
Mi domandavo se esiste un antidoto. Mi domandavo se questa follia di massa ad un certo punto finisce o continua all'infinito. Ieri guardavo l'avanzo di gal... Corona e mi veniva da vomitare. Guardavo il nan... premier e mi veniva da vomitare. Guardavo il papp... Lele Mora e mi veniva da vomitare. Poi però mi sono resa conto che è tutto legittimo. La follia è che quello che dicono e fanno è legittimo. Pensateci un attimo: questa gente è legittimata dalle migliaia di persone che baciano la terra dove camminano. Sono in grado di ipnotizzare quei poveracci che li seguono con quattro sorrisi e la prospettiva di fare soldi.
Tutte vogliono diventare veline. Ognuna offre quel che può, in senso letterale e figurato. Si diventa mogli di calciatori nella peggiore delle ipotesi, puttana di qualcuno che conta nella migliore.
Tutti vogliono sfondare nel mondo dello spettacolo. Vendendo la madre se necessario, ma tant'è.
Tutti vogliono essere sopra tutti (o tutte, fate voi). Soprattutto in tv.
Sono disgustata.
E mi domando se c'è una speranza, anche una sola, che l'idiozia di massa finisca, ci si svegli tutti quanti e si mandi a quel paese questa sonnolenza che rovescia tutti gli equilibri.



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categorie: tv spazzatura, pensieridellaspecie, povera patria mia, pellicole della specie
giovedì, 13 agosto 2009

547 km Stile Libero

Femminadellaspecie, cosa vuoi fare da grande?
Non ho le idee chiare. Una cosa ci sarebbe, ma è una cosa poco reale. E' astratta. Non esiste.
Sei sicura?
...


Parto. Vado in Sicilia con il maschiodellaspecie, la pallavolistadellaspecie e il creativodellaspecie. Torno il 23 agosto.
Vi lascio con una foto scattata il 24 luglio in Grecia.
Buone vacanze!


SN852794
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martedì, 14 luglio 2009

No Madonna dello Sterpeto? No party!

E fu così che sulla festa patronale di Barletta calò il sipario.
Appuntamento di interesse sociologico, per un motivo assai curioso, attira gli etologi di tutto il mondo che ogni anno aggiungono un tassello agli studi del settore. Giudizio che a quanto pare rimane inascoltato per una festa sempre uguale a se stessa.
Ieri parlavo con un'amicadellaspecie e riflettevo ad alta voce sul fatto che la festa patronale è curiosa non nei tre giorni di festa, ma in quelli immediatamente successivi.
Le ragazzine tra i 13 e i 16 anni avranno tutte il tattoo della cinese che sta in piazza Marina. I disegni sono sempre quelli da circa dieci anni. I più gettonati sono i tribali e le rose. Le più trasgressive optano per un'intramontabile Cappella Sistina. A prescindere dal soggetto le accomunano i genitori che almeno per una settimana non sentiranno la litania del mammavoglioiltatuaggio. Nella stessa settimana porteranno addosso gli oggetti acquistati in giro per le bancarelle. Sembreranno alberi di Natale fuori stagione, ma questo solo per i dieci minuti di strada da casa all'appuntamento con l'amica del cuore. Lì decideranno insieme chi mette cosa, perchè entrambe avranno gli stessi identici accessori. In quel momento appare la borsetta in cui infilare gli accessori che non possono essere indossati, perchè li porta l'amica. La borsa è generalmente quella firmata tarocca, costata circa 40 €, che è di plastica ma almeno ha il 6 x 3 di Louis Vuitton in bella vista. Qui non si pone il problema della borsa uguale alle altre, perchè è un oggetto trendy, elegante e chenonmuoremai.
Questo vale ovviamente per le ragazzine trendy e al passo con la moda. Poi ci sono quelle rockettare, pseudo punk che hanno scoperto quanto è bello il rock grazie ad una ragazzetta frigida, bionda e sempre con il broncio, che si chiama Avril Lavigne. In quel caso rimane il tatuaggio, ma il soggetto è gothic. Gli acquisti sono: il cinturone borchiato comequellodiNirvanachecostaassai, la maglietta nera con la stampa di Avril Lavigne o dei Tokio Hotel, gli orecchini viola, gli orecchini neri, il piercing finto, una borsa nera lunga possibilmente da trascinare per terra, per la buona azione di pulizia della città.
Le ethno - chic comprano solo dall'indiano più italiano di tutti che sta in piazza Marina e che vende da vent'anni gli stessi cd, su cui il bollino SIAE è ancora bianco e rosso. Acquistano tutto ciò sia spacciato per etnico, qualsiasi cosa voglia dire. Dici che proviene dalla Tunisia e loro ci credono anche se sopra c'è scritto a caratteri cubitali Made in China.
Il genere maschile si presta poco, ma anche qui abbiamo qualche chicca.
Il fidanzato della ragazza trendy compra dallo stesso senegalese cintura, cappellino e borsello di Gucci. Il tutto dietro suggerimento della girl, perchè se non fai pendant non sei cool. I più assurdi acquistano mascherine per cellulari che devono ancora comprare o cavetti pronti ad esplodere al primo utilizzo.
Il ragazzetto punk acquista il cinturone borchiato, la maglietta del gruppo più sconosciuto punk, metal - hard - super - extra - dark - rock. Ovviamente nera. Ci abbina un chilo e mezzo di catene metalliche, pronto per girare come una ferramenta ambulante. L'acquisto è coronato dalla nuova pallina per il piercing alla modica cifra di 7 - 8 euro.
Tutti, senza alcuna distinzione di stile, razza o religione, ti diranno: ho fatto un affarone. La stessa cosa la può dire il venditore ambulante, ma lui almeno può dirlo a ragione.
Gli argomenti di discussione saranno sempre quelli. Il Ranger, sono dieci lustri consecutivi che detiene il titolo di giostra più pericoosa dell'anno. La più stupida sarà l'ottovolante, ma tutti ci avranno fatto almeno un giro, foto annessa.
Le mamme a casa avranno scoperto quanto è bello fare le casalinghe con il tritatutto, il tagliatutto, l'asciugatutto e il lavatutto con filippina incorporata.
Le bambine andranno in giro con la treccina di cotone e le collanine di plastica, mentre i maschietti con la pistola ad acqua. Entrambi prenderanno in giro il bimbetto che ha vinto alla pesca il cono di plastica con la pallina di spugna che rimbalza.
I papà gireranno con il portafogli vuoto, pronti a giurare che la prossima volta si va fuori città.
E io?
Io me la sono filata a Polignano perchè c'era una manifestazione bellissima, che ospitava decine di autori che presentavano il proprio libro negli angoli del centro storico. I miei acquisti? Rigorosamente grautiti: foto e autografo di Ascanio Celestini, che posterò appena possibile.
E anche stavolta ho fatto l'intellettuale da strapazzo!


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categorie: pensieridellaspecie, barletta eventi
mercoledì, 01 luglio 2009

Il mio neurone è una scheggia

Il mese di giugno non poteva concludersi in modo migliore: ho superato lo scoglio di storia moderna. Ventinove/30 è la valutazione del prof.
Per celebrarlo e coronare degnamente il successo, una figuraccia non potevo farmela mancare. Ci ho riso troppo per le due ore successive, perchè è una di quelle cose che in genere fanno vedere nelle sit com, quelle situazioni che dici "Seeee! Mica ci sono sul serio figuracce del genere!". Ora sono certa che possono esistere sul serio.
Con due amichedellaspecie cerco un posto sul treno. Troviamo tre posti liberi: su quattro sedili disponibili, uno è occupato da un signore di circa quarant'anni. Ci sediamo.
Passa il controllore. Biglietto qui, biglietto là, trallallerollallà. Il signore non ha il biglietto: si alza e si allontana con il controllore per tornare dopo qualche minuto al suo posto. Noi continuamo a chiacchierare come prima.
Premessa: ieri mattina il secondo binario di Barletta era occupato da circa duecento persone dirette a Lourdes. Avevano spalmato sui binari valigie, tende da campeggio, barbecue, sarcofaghi, copie del Laocoonte, sagome di Antonella Clerici, plastici di Villa Certosa con Bruno Vespa ad illustrarli. Le duecento persone naturalmente erano posizionate a venti centimetri dai binari, per tutelare il patrimonio da portare in viaggio. Passa un treno ad alta velocità, il cui capotreno stava giocando alla prova di virilità con la velocità della luce: vinceva lui. I villeggianti impassibili, sembrava non si fossero accorti del passaggio di un treno a trecento km orari, a due centimetri dalle loro facce.
Nel frattempo un ragazzo dell'esercito, in divisa (con un marcato buon senso evidentemente), lì vicino borbottava:
- Eh, ma non si spostano, sono incoscienti! Ma non lo so io! Poi ci si scandalizza quando succede qualcosa! Ma se le cercano!
Io l'ho guardato, ma non ho detto niente, anche perchè penso che gli incoscienti siano quelli che sparano i treni a tutta velocità nelle stazioni, soprattutto se non ci sono binari intermedi su cui farli correre.
Fine premessa.
Racconto l'episodio alle mie due amiche. La mia delicata e silenziosa voce da elefantessa in calore penso non abbia bisogno di presentazioni.
Io: Ragazze, stamattina ho visto una cosa allucinante! Quei PAZZI CRIMINALI delle Ferrovie dello Stato hanno lanciato un treno a tutta velocità con il secondo binario stipato di gente fino ai bordi! Era il Freccia Rossa, Freccia Argento, Luna Rossa... boh! Comunque i nuovi treni veloci.
Interviene per la prima volta il signore seduto con noi.
Signore: Luna Rossa è la barca.
La mia vena comica sarà anche scarsa, ma insomma: Luna Rossa era una battuta.
Io: Ah, già. Freccia Rossa!
Lui: Quel treno è Freccia Argento.

(Ehm... ehm... Gulp!)

Io: ... Ferrovie dello Stato per caso?
Amicadellaspecie: O mio Dio! Gli hai dato del pazzo criminale!!!
Ebbene sì. Cioè. Non sono sicura che quell'uomo fosse delle FS, ma temo che sia proprio così. Il neurone si è svegliato solo stamattina. Dopo storia moderna l'ho lasciato dormire e come avete potuto leggere gli effetti non si sono fatti mancare!
Che dite lo vinco il Figur e' mmerd Award 2009?


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categorie: studentessa universitaria, mr bean della specie
mercoledì, 24 giugno 2009

Attenti al Berluscane. E' senza guinzaglio. Praticamente wireless.

Festeggiate amici ascoltatori. Sto scrivendo dal mio (mio, m - i - o) portatile! Questo è il primo post dal mio MSI portatile.
Già, già. Me comunista con il pc di una marca che ricorda le camice nere. Mi verrebbe da piangere se non fosse che non divento fascista neanche se diventa l'unico partito in tutta la galassia. Piuttosto mi vien da piangere dopo aver saputo delle ronde nere. Pare stiano cercando volontari. Non hanno preferenze sulle scelte politiche, non sono così chiusi. Però bisogna obbedire. Che mi ricorda qualcosa, ma non so bene cosa. Vi farò sapere dopo aver ripassato la storia contemporanea.
A proposito di assurdità dal mondo e dall'Italia (di assurdità si tratta: da dove possono arrivare altrimenti?), mi inchino davanti al veronese che ha chiamato il suo cane Berluscane. Lo hanno multato. Sono pronta per la colletta, se non altro per solidarietà.
Da impedita quale ero con il pc sto diventando davvero brava! Ho praticamente installato da sola la rete wireless sul portatile (fare di necessità virtù: quando si rompe il cavo di rete arrangiati in qualche modo!), chiedendo aiuto al 187, ma comunque senza fare la figura della montanara. Tralascio il fatto che mio fratello, il campione dei computer, ha tolto la connessione per non si sa bene quale motivo e adesso per riconfigurare la rete devo pagare 24,90 € per far venire a casa un tecnico di Alice. Già: niente connessione se non viene il tecnico offerto a soli ventiquattroeuroenovantacentesimi. Mi pare giusto. E io pago. Ma anche no, direi: maschiodellaspecie pensaci tu come il gigante buono!
In questo momento vi scrivo con le pagine del Carpanetto - Ricuperati davanti: sto studiando storia moderna. Fino a ieri non sapevo nè con chi, nè su che testi, nè quando avrei dovuto fare l'esame, poichè lunedì a Bari ho scoperto che hanno cambiato commissione e quindi libri di testo. Tutto ok se non fosse che io lunedì avrei dovuto darlo l'esame, mentre adesso devo aspettare martedì. Poco male: se il professore non ama il pericolo mi farà fare l'esame senza problemi. E se ama il pericolo? Avete presente l'incredibile Hulk irritato? Divento così.
Appunto, l'esame. Vado a studiare storia moderna, l'esame più inquietante del mio corso di laurea fino ad oggi. Perchè? Leggete sotto.

"A Versailles si disegnano gerarchie di tipo nuovo, sulla base del rapporto intrattenuto con il sovrano: non sono più i titoli che determinano il grado nobiliare, quanto la vicinanza al re."

(Benigno - Salvemini, Le regole del gioco, Laterza 2005).

Si riferisce naturalmente a Luigi XIV, ma a me sembra che possa, con le dovute modifiche, essere calzante per un altro personaggio politico più recente. Indovinate chi?
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categorie: studentessa universitaria, povera patria mia, mr bean della specie
giovedì, 11 giugno 2009

Ipse dixit

A volte penso che i santi mi fanno la ceretta completa, non un baffo. Ieri giornata lavorativa da manuale. Telefono, computer, biglietti, preventivi, scrivanie occupate.
Arrivano in due. Facce simpatiche anche se composte, richiedono un preventivo per le Mauritius. Con le scrivanie occupate, preparo la reception e illustro i cataloghi ai clienti. Faccio i primi due preventivi e mostro le strutture, dando anche qualche informazione di carattere generico sulla destinazione, periodo e voli. Poi accade questo.
Mammadellaspecie: Informa il cliente che c'è uno sconto agenzia.
Femminadellaspecie: Ok. Ci pensi tu dopo.
Cliente: Ah, ma allora stiamo perdendo tempo!
Femminadellaspecie: ??? Beh, no. Perchè?
Cliente: E vabbè se per il prezzo devo aspettare che finisce la signora per lo sconto, allora qui che stiamo facendo? Facciamo come su Largo San Nicola (faccia disgustata al solo pronunciarlo) che uno fa un prezzo e l'altro ne fa un altro?
Femminadellaspecie: Veramente no. Se non faccio i preventivi su cosa lavora?
Cliente: Ah. Va bene (scocciato) fai fai.
Femminadellaspecie: No, se preferisce può aspettare così non perdiamo tempo (con l'embolo impazzito come un toro col fumo al naso)!
Cliente: No, no. Continua pure. Aspetto.
Ora. Il cliente non ha sempre ragione. Al cliente si dà sempre ragione. C'è differenza. Sottile, ma c'è.
Arrivi in agenzia e, pur in piedi alla reception, ti offro la massima disponibilità e gentilezza, mettendoti nelle condizioni di sederti prima di tutti non appena si libera la prima scrivania, poichè il tuo preventivo sarebbe già pronto. Non mi limito a fare quattro conti sulla calcolatrice, ma ti dico cosa è meglio e cosa no, cosa conviene e cosa no e ti consiglio su tutto, neanche dovessi partire con te. Ti offro su un piatto d'argento lo sconto agenzia che, bada bene, non è dovuto e non tutti fanno, e tu? Che fai? Mi tratti come l'ultima merda dell'universo perchè perderesti cinque stronzissimi minuti?
Ora non so che concezione tu abbia della gente che lavora. Generalmente non siamo lì per giocare. Lavoriamo, ci mettiamo a disposizione fino al midollo, perchè in fondo il cliente paga e deve avere un buon servizio, ma se il servizio è offerto insieme ad un sorriso, il cliente torna con piacere. Tu forse non lo sai. Allora magari fanne un'altra di queste uscite, così posso togliermi lo sfizio di risponderti come mi ha detto la mammadellaspecie quando gliel'ho riferito, dopo la chiusura:
Mammadellaspecie: Dovevi dirgli "Se lo sconto le fa perdere tempo, non lo faccio".
Serafica e geniale come sempre!

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categorie: storie di ordinaria follia lavor
mercoledì, 20 maggio 2009

A volte ritornano...anche Puglia In - Difesa!

Per la serie, a volte ritornano. Ma questa volta non sono qui per parlare del mio compleanno, nè dei miei esami, nè della mia vita, perchè di Alfonso Signorini ce n'è uno e basta e avanza.
Piuttosto oggi sono qui per invitare gli intelletuali, i finti intellettuali e quelli che con le brochure degli eventi culturali fanno i filtri per le sigarette corrette, alla terza edizione di Puglia In - Difesa.
Qui sotto c'è il comunicato stampa dell'evento e, per i più pigri, posto il link al sito del Centro di Studi Normanno - Svevi, nel quale potrete trovare tutte le informazioni e il programma dettagliato.
Segnatelo sull'agenda dunque, vi aspetto!


"Torna a Barletta, dal 23 al 29 maggio, la sua terza edizione di “Puglia In-Difesa” dal titolo “Castel del Monte, Barletta e non solo”. Questa volta sarà una settimana ricca di incontri ed eventi su temi ed emergenze vicine al territorio della sesta provincia pugliese e vedrà coinvolte alcune delle associazioni culturali rappresentative della zona.
"Puglia In-Difesa” nasce da una idea di Franco Cardini, docente della SUM di Firenze, e da Raffaele Licinio, direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi dell’Università degli Studi di Bari, per monitorare e denunciare tutte quelle situazioni di degrado del patrimonio culturale pugliese. Numerosi i casi trattati nelle due precedenti edizioni: dal mosaico della cattedrale di Otranto al monastero di Calena a Peschici, dal faro di Punta Palascia al parco del fiume Ofanto, ma anche momenti di dibattito e di tavole rotonde come quella con gli esperti del Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia. Situazioni che hanno reso Barletta un punto di riferimento regionale dove riflettere su casi particolari e proporre soluzioni spesso seguite con esiti positivi.
Questa volta l’Amministrazione comunale di Barletta, guidata da Nicola Maffei, e il Centro di Studi Normanno-Svevi, diretto da Raffaele Licinio, con il patrocinio dell’Assessorato al Mediterraneo e all’Assetto del Territorio della Regione Puglia, dell’Università degli Studi di Bari, dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth e del Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia e in collaborazione con l’Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio di Bari (Adirt), la sede di Barletta dell’Archeoclub d’Italia, il Centro Turistico Giovanile “Gruppo Leontine”, il Comitato Italiano pro Canne della Battaglia e il Cinema Opera di Barletta presentano la terza edizione di “Puglia In-Difesa: Castel del Monte, Barletta e non solo”. Sei giorni di incontri, dibattiti, tavole rotonde, ma anche spettacoli e momenti di aggregazione giovanili. Tutto ciò per attirare l’attenzione sulla situazione di alcune realtà monumentali e archeologiche territoriali, cercando soluzioni condivise ai problemi che esse vivono. Ma anche per riflettere sugli elementi simbolici del territorio e sull’uso distorto che la comunicazione di massa propone dei monumenti pugliesi. Un esempio? Castel del Monte, oggetto di una tavola rotonda alla presenza del prof. Franco Cardini. Si parlerà dunque del territorio, dei suoi segni e dell’uso che se ne fa: la musealizzazione degli scavi della Cattedrale di Barletta, dell’area archeologica di Canne della Battaglia, delle masserie pugliesi e di focaccia.
Infatti, simboli di questa terza edizione non saranno soltanto il maniero federiciano e la chiesa matrice barlettana, ma anche la “focaccia barese” motivo principale del film-documentario di Nico Cirasola “Focaccia blues”.
Per questo motivo sabato 23 maggio alle ore 11.00, presso il Palazzo Della Marra di Barletta alla conferenza stampa di presentazione dell’evento saranno presenti il regista Nico Cirasola e gli attori Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli insieme al produttore Alessandro Contessa e nello stesso giorno il film sarà proiettato gratuitamente al Cinema Opera nello spettacolo straordinario delle 16.30."

manifesto puglia in difesa III


Tornerò prestissimo per raccontarvi altre storie sulla vostra Mr Bean in gonnella preferita! Promessa di femminadellaspecie!
postato da: yoMariolina alle ore 12:40 | link | commenti | commenti
categorie: barletta eventi, eventi nei dintorni
lunedì, 20 aprile 2009

Se non è amore questo...

casavianello
Avevo sedici anni e al ragazzo con cui stavo all'epoca, al messaggio "Credo con te di aver trovato la donna della mia vita", con una roccia sedimentaria al posto del cuore, risposi "Sarai anche l'uomo della mia vita, ma passa tra qualche anno, perchè ho un po' di cose da fare prima".
A sedici anni, mentre tutte le mie amiche sognavano il grande amore, io mi lamentavo del mio (ora ex) ragazzo, perchè troppo presente.
(A questo proposito gli chiedo scusa pubblicamente. Marco scusa. Sono stata insensibile, ma sei capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Chiusa la parentesi).
Dopo otto anni il destino mi restituisce il (s)favore. Grazie destino. Sempre troppo umano.
Oggi su Discovery Channel: il maschiodellaspecie
Il maschiodellaspecie è un animale curioso. E' dolce, comprensivo, capisce cosa dico anche quando i miei neuroni parlano l'antico dialetto indocinese, mi fa ragionare e mi sopporta, il che è tutto dire.
Ma...c'è un ma.
Il maschiodellaspecie non fa un complimento che sia uno! Non li fa. Non li sa fare. Mi vesto da gnocca e resta lì con lo sguardo da pesce lesso con il sorriso e mi dà un bacio, ma nessun segno verbale di apprezzamento per il restauro del sarcofago che si porta dietro, meglio noto come femminadellaspecie.
Lo so che lo sguardo da pesce lesso dice milioni di complimenti, ma io li vorrei anche sentire.
Niente.
Non è da lui.
L'ultima volta che mi ha fatto un complimento come si deve era il 2007, circa un mese prima che diventassimo della stessa specie, quando venne a prendermi ed io uscii dal portone tirata come mai è successo nella mia vita. Una volta in auto il maschiodellaspecie mi guardò sorridendo e disse "Stai bene", che potrà sembrar poco, ma alla luce di quanto esposto poco fa, capite bene che è un evento epocale.
Urge dunque mettere in atto il piano "Educazione ai complimentidellaspecie".
Situazione: caffè pomeridiano con gli amici di sempre.
La femminadellaspecie forte della complicità degli amici inizia la tiritera "Eh ma non mi fai mai i complimenti", "Non mi dici mai niente di carino" portando agli eccessi la cosa.
Il maschiodellaspecie mi guarda serafico e mi accontenta.
Non è uno scherzo.
Mi fa il complimento tanto desiderato ed io decido che è ora di finirla.
In fondo i complimenti non sono mai piaciuti a nessuna. Bastano i gesti. Gli sguardi dicono più di mille parole.
Ah, state aspettando il complimento?
E' questo.
"Amore...che sopracciglia folte hai!"

Maschiodellaspecie, amore mio, va bene così. Non importa.
L'importante è che non va a finire come nella seguente scenetta.
La femminadellaspecie il giorno del suo matrimonio, giunge dal maschiodellaspecie nel meraviglioso abito da sposa.
Maschiodellaspecie: Amo', come ti sei vestita? Sembri un paralume!"
Femminadellspecie: Taci tu, che ti sei vestito da pinguino!




postato da: yoMariolina alle ore 14:23 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: scene da un matrimonio
domenica, 19 aprile 2009

Chi l'ha visto? Io!

Mr Bean in gonnella colpisce ancora.
Vi ricordate questo post? C'è una seconda puntata.
Ho ritrovato il libretto universitario perduto.
Era in una tasca di una borsa nella mia camera.
Mr Bean (l'originale) in una conferenza stampa ha dichiarato che, avendogli io fregato il titolo di Idiota dell'anno, non ha più senso continuare la sua carriera. Si ritira dalle scene e lascia a me lo scettro.
Sono molto orgogliona.
E comunque, io l'avevo detto:
"PS. 10 a 1 che appena arriva il libretto nuovo, salta fuori quello vecchio."
Mi conosco troppo bene.

postato da: yoMariolina alle ore 14:53 | link | commenti | commenti
categorie: studentessa universitaria, famigliadellaspecie, pensieridellaspecie, mr bean della specie